lunedì 27 febbraio 2012

costruire in terra - basics

Sappiamo che i nostri lettori sono ben oltre i primi passi con la tematica ma a volte è utile sintetizzare anche i concetti apparentemente più semplici:


La costruzione in terra cruda è probabilmente la prima attività architettonica dell'uomo. Alcune costruzioni si sono conservate per quasi 8 millenni. Oggi questo materiale è sempre più apprezzato anche nell'architettura contemporanea, non solo per le potenzialità espressive ma per le sue proprietà igrometriche favorevoli e per gli impatti ambientali molto bassi che derivano dal suo uso. La lunga storia del costruire in terra ha generato numerose tecniche costruttive diverse, frutto di esigenze funzionali, qualità della terra disponibile e manualità delle maestranze impiegate. Il centro di ricerche francese CRAterre classifica 18 tecniche diverse in funzione della modalità di messa in opera.

Sono tre le famiglie in cui possiamo raggruppare le tecniche:
- struttura, riferito alla configurazione in cui l'impasto di terra cruda viene applicato su un supporto di materiale diverso. Ne sono un esempio ricorrente le pareti di “quincha” utilizzati nei contesti andini oppure il “torchis” di derivazione francese in cui la terra è applicata su trecce di paglia fissate su supporti lignei.
- muratura, inteso come composizione di elementi di dimensione maneggevole utilizzati per assemblare strutture edili. L'esempio più ricorrente sono i mattoni di adobe utilizzati, con specificità differenti, in tutto il mondo. Una variante abbastanza diffusa sono le murature fatte di massoni, panetti di terra e paglia utilizzati come elemento base.
- monolite, inteso come una configurazione omogenea di terra, ottenuta o per battitura all'interno di casseri di contenimento (pisé | tapial) oppure per impilaggio e sagomatura successiva di quantitativi di impasto (cob | bauge ) Un fattore molto influente per la scelta del sistema costruttivo è la qualità della terra. L'idoneità di una partita di terra a fini costruttivi può essere valutata con alcune tecniche empiriche quali la prova del salsicciotto la prova della sfera o, in maniera più accurata, con prove di sedimentazione.
Tra i fattori che incidono sulla qualità dell'impasto possiamo citare:

- composizione, ossia il rapporto volumetrico tra le parti di argilla, limo, sabbia e inerti maggiori.
- granulometria, inteso come la dimensione delle particelle di materiale che compongono l'impasto. Gli impasti possono contenere da parti di argilla di pochi decimi di millimetro fino ai pezzi di ghiaia di pochi centimetri. Generalmente è bene che la granulometria sia ben assortita per migliorare la stabilità degli impasti.
- contenuto di acqua, facilmente variabile anche a posteriore, può comunque costituire un vincolo: impasti troppo umidi non possono essere battuti; impasti troppo secchi non riescono ad attivare l'effetto collante delle argille contenute.

Per tutti gli impasti da costruzione il contenuto di argilla dovrebbe essere del 10-15% circa. Contenuti di argilla maggiori (impasto grasso) renderebbero instabili le strutture; nel caso di contenuti minori (impasto magro) viene a mancare l'effetto collante. Il rapporto degli altri componenti determina l'idoneità dell'impasto per una tecnica piuttosto che per un altra: impasti più magri e con inerti grandi si prestano per essere battuti (tapial) mentre impasti più grassi possono essere lavorati sotto forma di mattoni o simili (adobe). Impasti troppo grassi possono facilmente essere aggiustati mediante l'aggiunta di sabbia.  

Scelta del campione e prove di idoneità
Il campione di terra va prelevato ad una profondità di almeno 50cm. Le parti organiche contenute nella parte più superficiale (humus) costituirebbero infatti delle impurità per gli impasti da costruzione.

Una verifica facile ed immediata può essere fatta mediante la prova del salsicciotto:
- impastare una manciata di terra con poca acqua;
- dopo aver lavorato l'impasto in modo da renderlo omogeneo e plastico, formare un salsicciotto di circa 12-15mm di diametro e circa 20-25cm di lunghezza;
- la prova consiste nell'impugnare il salsicciotto in modo tale da tenere in mano la parte maggiore e far sporgere tra pollice ed indice una parte corta dello stesso.
- aumentare gradualmente la parte sporgente del campione fino al momento di rottura dello stesso.

Se la rottura avviene prima di aver raggiunto una sporgenza di 5cm, l'impasto è presumibilmente troppo magro e comunque la coesione dello stesso è insufficiente. Sporgenze oltre i 15 cm sono invece indice di un alto contenuto di argilla, che al momento della prova conferisce una resistenza elevata al campione ma che potrebbe facilmente diventare “saponoso” all'aumentare dell'umidità. Un impasto idoneo si romperà tra 5 e 10 cm.

Una seconda verifica, che può servire da conferma per la prima, può essere svolta mediante la prova della sfera. L'impasto da utilizzare è lo stesso della prima prova:

- formare dall'impasto pronto 4-5 sfere di circa 4cm di diametro;
- far essiccare le sfere per almeno una giornata;

La prova consiste nel far cadere le sfere essiccate da un'altezza di circa 1m su una superficie piana e dura: Un impasto con coesione bassa si sbriciolerà in molti pezzi piccoli. Un impasto troppo plastico subirà lievi deformazioni senza rompersi, indice di troppa argilla nell'impasto.
L'impasto adatto si romperà in pochi pezzi con rotture piuttosto nette.

Il reperimento di piccoli quantitativi di terra da riportare dal sito permetterà lo svolgimento di prove di maggior precisione in laboratorio. Possono bastare 2-3 bottigliette di plastica riempite di terra.

martedì 7 febbraio 2012

SBAM.it 2011 Follow up

A diverse settimane dal workshop sul costruire in bambù, svoltosi a Camaiore e Massarosa (LU) dal 18 al 20 novembre scorso, continuiamo a ricevere segnalazioni di opere realizzate sotto la diretta regia di alcuni dei partecipanti.


Francesco, agricoltore e coltivatore diretto di bambù ha fatto un primo tentativo a scala ridotta per realizzare delle serre con il sistema Stardome illustrato e sperimentato durante il workshop. Su questo stesso sistema, gli amici del Associazione Italiana Bambù, Giacomo e Stefano hanno portato avanti la ricerca sull'involucro, sperimentando geometrie di membrane tese con tessuti di lycra.


In un remoto angolino delle montagne abruzzesi invece è stata riproposta una cupola a cuboctaedro reciproco con aste di bambù intere.

Il lavoro sperimentale sulle giunzioni delle strutture reciproche condotto da Biagio di Carlo insieme ai partecipanti durante il workshop in Versilia ha stimolato una piccola innovazione materica. Il fissaggio nel prototipo riproposto – che sarà adibito a casa del cane – è affidato ad anelli di gomma resistente ricavata dal riciclo di una camera d'aria di motorino.




Pubblichiamo questi lavori non solo perché ci riempie di gioia vedere che gli sforzi fatti insieme abbiano innescato tanto entusiasmo, ma soprattutto per stimolare ulteriormente la circolazione di idee ed innovazioni sul tema del costruire in bambù in Italia.

mercoledì 28 dicembre 2011

Cari amici
Un anno pieno di eventi, esperienze ed opportunità sta volgendo alla fine ed AK0 vuole condividere anche con te alcuni piccoli traguardi raggiunti nel campo della progettazione, della formazione e della ricerca con materiali naturali e conoscenze globali.
Dear friends,
A year full of events, experiences and opportunities is coming to an end and AK0 would like to share with you some of the little goals we reached in design, education and research in the field of local materials and global knowedge.
A febbraio AK0 ha rafforzato la collaborazione con Il Bambuseto di Camaiore (LU) con una comune presentazione dei prodotti presso la mostra Ecodesign nell'ambito della Fiera Artigiana Italiana di Modena. In particolare sono stati presentati al pubblico le soluzioni di coperture leggere in bambù italiano sviluppate dai due partner nell'intento di controllare l'intera filiera dalla coltivazione del materiale alla realizzazione.
In February AK0 has strengthened its cooperation with Il Bambuseto, a bamboo grove in Tuscany, with a common product presentation at the exhibition Ecodesign in Modena. The focus of the presentation was placed on light roof solutions made of Italian bamboo developed by the two partners with the intention of controlling the whole process from cultivation to production.
 
Il Master di II° livello Master Housing – nuovi modi di abitare tra innovazione e trasformazione dell'Università di Roma Tre si è rivolto ad AK0 per lo svolgimento di un workshop didattico-sperimentale. In una settimana i 24 iscritti hanno realizzato sotto la guida degli architetti Stefan Pollak e Sandro Sancineto un prototipo di modulo abitativo in terra cruda ed altri materiali naturali nel Comune di Casalincontrada (CH).
The postgraduate course Master Housing – new ways of housing between innovation and transformation at Roma Tre University has charged AK0 with the organization of a didactical and experimental workshop. In one week the 24 participants built, under the guide of architects Stefan Pollak and Sandro Sancineto, a prototype of a housing unit in raw earth and other natural materials in the town of Casalincontrada, Abruzzi.

I comuni di Casalincontrada e Roccamontepiano (CH) hanno ospitato durante la prima settimana di settembre una summerschool sul tema delle finiture naturali coordinata da AK0 in collaborazione con il Centro di Documentazione delle Case di Terra di Casalincontrada (CED Terra). Con contributi teorici ed applicazioni pratiche studenti e professionisti hanno avuto modo di prendere confidenza con diverse soluzioni di intonacatura in terra e calce e di conoscere alcune tecniche costruttive in terra cruda.
During the first week of September, the towns of Casalincontrada and Roccamontepiano hosted a summerschool on natural finishes. The event has been coordinated by AK0 in cooperation with CED Terra, the local documentation center on earth architecture. Through theory and practice, students and professionals have got the opportunity to get in touch with different render techniques in clay or lime as well as some building techniques with raw earth.

La ricerca Costruire (con)senso, sviluppata da Alessandra Fasoli in occasione della sua tesi di laurea presso la Facoltà di architettura di Roma Tre ha visto l'applicazione di una serie di sperimentazioni svolte in collaborazione con AK0 ad un contesto più ampio e complesso. La progettista propone la costruzione di un centro civico realizzabile direttamente dalle maestranze e dagli abitanti della comunità andina di Qotowincho in Perù. Il lavoro è stato promosso a pieni voti e sarà presentato ufficialmente alla conferenza internazionale TERRA 2012 a Lima ad aprile prossimo.
The research Building consense/with sense developed by Alessandra Fasoli for her final thesis at Roma Tre University brought the opportunity to apply some experimentation at a different scale and to a different context. The designer proposes the construction of a civic center that can be built directly by craftsmen and inhabitants of the Andean community of Qotowincho in Perù. The work has been evaluated summa cum laude and will be presented at the international conference TERRA 2012 in Lima next April.
Ad ottobre è stato avviato il progetto Terre di Roma che prevede lo studio delle idoneità di terre provenienti da aziende agricole e spazi pubblici di Roma e dintorni per l'uso all'interno di sistemi costruttivi in pisé.
Last October the project Terre di Roma (Earths of Rome) has been lanced. The survey intends to classify earth clusters from rural enterprises and public spaces in Rome and nearby in order to test the suitability for rammed earth constructions.
A fine novembre AK0 è tornata ad operare sul bambù italiano in occasione di un workshop coordinato in collaborazione con l'Associazione Italiana Bambù e l'esperto di strutture geodetiche Biagio di Carlo. In tre giorni sono stati sperimentati in due piccoli comuni della Versilia toscana diversi sistemi di copertura con aste o strisce di bambù proveniente da coltivazioni locali. Il lavoro si è concluso con una istallazione delle opere nella Villa Comunale di Stiava (LU).
At the end of November AK0 continued its work on Italian bamboo within a workshop the group coordinated together with the Italian Bamboo Association (AIB) and Biagio di Carlo, an expert in geodesic structures. In three days in two small towns in northern Tuscany different roof systems made of rods or split bamboo from local groves have been built and tested. The work ended with an installation of the structures in the public garden of Stiava near Lucca.
Auguriamo a tutti le energie per continuare a realizzare il possibile ed anche l'impossibile.
We wish everybody the right energy to realize all the possible as well as the impossible.

martedì 13 dicembre 2011

Ak0 Studies and Research: COSTRUIRE (CON)SENSO



Che architettura può emergere se il punto di partenza sono le risorse locali da una parte e lo studio accurato delle prestazioni ambientali dall’altro?
Questa la domanda alla base della tesi di laurea presentata a settembre da Alessandra Fasoli, studentessa dell'Università Roma Tre e membro del gruppo Ak0.
La tesi illustra un metodo progettuale per intervenire in quelle zone di cerniera tra la realtà urbana e la realtà rurale, in cui le condizioni socio-economiche richieno l'applicazione di tecnologie appropriate nel rispetto delle culture e delle tradizioni locali, migliorandone però degli aspetti fondamentali quali la resistenza sismica e il comfort climatico.
Il progetto è la proposta per la realizzazione del nuovo centro comunale per la comunità di Qotowincho, nella privincia di Urubamba, Perù.


Una esperienza che Ak0 non poteva non condividere con voi.

Abstract

venerdì 2 dicembre 2011

NIDO DI BAMBU': TIME-LAPSE

Da oggi in rete il primo video del workshop SBAM.IT 2011.
NIDO DI BAMBU': dalla creazione all'allestimento.
Buona visione!


giovedì 24 novembre 2011

SBAM.IT: la sintesi




Si è concluso da pochi giorni il workshop "SBAM.IT - costruire in bambù italiano" nei pressi di Stiava, Massarosa e Camaiore. Progettisti e partecipanti in soli due giorni hanno costruito tre strutture differenti in bambù italiano (Phyllostachys viridiglaucescens) proveniente da "il bambuseto" (LU) di Giacomo Mencarini e Stefano Martinelli.

I tre progetti:


NIDO DI BAMBU'
Guscio reticolare in bambù splittato

Progetto: AK0 - architettura a kilometro zero
Stefan Pollak, Gianni Puri, Enrica Siracusa
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STAR DOME
Star Dome (cupola stellare) è una cupola geodetica in bambù splittato basata su un progetto della giapponese Kyushu Fieldwork Society

Progetto: Il bambuseto
Giacomo Mencarini, Stefano Martinelli

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CUPOLA OAXACA
Icosaedro tronco reciproco in bambù

Progetto: Biagio Di Carlo

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Restate sintonizzati per nuovi aggiornamenti sul workshop, gallerie fotografiche, videoclip...

martedì 22 novembre 2011

Grazie


Domenica 20 novembre si è concluso il worshop SBAM.IT.
Sul nostro blog troverete le foto dei progetti, delle lavorazioni e dell'allestimento in Villa Gori, video dell'evento e molto altro.

Nel frattempo ringraziamo tutti.
AK0, Il bambuseto, AIB, Biagio Di Carlo, Giacomo Mencarini, Stefano Martinelli, Lorenzo Bar, Stefan Pollak, Gianni Puri, Enrica Siracusa, Eliana Baglioni, Federica Barneschi, Giulia Bertolucci, Maria Luisa Bisognin, Cristina Cigliuti, Rodolfo Collodi, Carlotta Fabbri, Marco Fabiani, Massimo Fiorletta, Pierpaolo Frediani, Anna Sara Ianni, Riccardo Massimi, Davide Onorati, Francesco Pierotti, Micaela Ponti Sgargi.

venerdì 11 novembre 2011

SBAM.IT 2011: ANTEPRIMA

In anteprima alcuni scatti del modello di studio per una delle due strutture che verranno realizzate nel workshop SBAM.IT 2011.

Per maggiori informazioni sul workshop:
http://akzero.blogspot.com/p/sbamit-2011.html







venerdì 14 ottobre 2011

workshop didattico-sperimentale SBAM.IT

Il bambù, erba gigante diffusa in tutto il mondo con oltre 1000 diverse specie, da sempre è ampiamente utilizzato nel campo delle costruzioni soprattutto nelle zone tropicali dell’America Latina e del Sud-Est asiatico. La sua applicazione nel nostro paese è piuttosto recente. Sviluppare modalità applicative e soluzioni progettuali adatte al contesto europeo ed alle specie di bambù disponibili localmente è parte della sfida in cui si inserisce il presente corso in programma dal ì18 al 20 novembre 2011 direttamente in un bambuseto della Versilia.

SBAM.IT (spazi di bambù italiano) è un progetto di collaborazione tra il gruppo AK0 (architettura a kilometro zero) e l’AIB (associazione italiana bambù) che intende promuovere le potenzialità costruttive, ambientali ed espressive del bambù, con riferimento specifico alla realtà italiana. La ricerca inizia nel 2009 in Abruzzo con la realizzazione, diretta dall’arch. Stefan Pollak, di una copertura in canne provenienti dal bambuseto versiliese Oggi la collaborazione si arricchisce dell’esperienza dell’arch. Biagio di Carlo che da decenni studia e realizza strutture geodetiche, reciproche e tensegrali.

Durante il corso costruiremo due prototipi basati su due differenti principi strutturali: una copertura geodetica con connessioni reciproche ed un guscio a doppia curvatura con intreccio di aste splittate. Il percorso didattico e di sperimentazione parte dal reperimento in loco delle aste vegetali e termina con il loro assemblaggio in cantiere: utilizzando semplici strumenti di lavoro sarà possibile realizzare strutture che spaziano dalla land art all’edilizia, dalla scultura all’architettura.
 
per maggiori informazioni clicca qui